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Hamas restituisce il corpo di un ostaggio già recuperato Israele accusa violazione dell accordo

Hamas restituisce il corpo di un ostaggio già recuperato Israele accusa violazione dell accordo

Un nuovo, amaro colpo per Israele e le famiglie degli ostaggi. Quello che doveva essere un passaggio cruciale nell’applicazione della tregua si è trasformato in un’ulteriore fonte di tensione. Hamas ha restituito un corpo, ma non quello di uno dei 13 prigionieri deceduti ancora trattenuti a Gaza, bensì la salma di Ofir Tzarfati, un ostaggio le cui spoglie erano state recuperate dall’esercito israeliano due anni fa.

La restituzione, avvenuta ieri sera, è stata immediatamente bollata da Gerusalemme come una “chiara violazione dell’accordo”. L’ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu ha sottolineato come il gruppo terroristico sia obbligato a consegnare i corpi dei prigionieri uccisi ancora nelle sue mani, un impegno disatteso che rischia di minare la fragile tregua in vigore.

Proprio a causa di questa violazione, il premier Netanyahu ha convocato una riunione urgente per valutare la risposta di Israele. Fonti riferiscono che tra le opzioni sul tavolo c’è quella di spostare la Linea Gialla, la linea che divide in due la Striscia di Gaza, per porre ulteriore territorio sotto il controllo diretto dell’IDF. L’accusa è che Hamas stia deliberatamente tergiversando, giocando con i nervi tesi di una nazione intera.

La notizia ha scatenato un’ondata di reazioni politiche. I ministri dell’estrema destra, Itamar Ben Gvir e Bezalel Smotrich, hanno alzato immediatamente la voce, chiedendo un intervento militare forte e definitivo. “Il fatto che Hamas continui a giocare e non consegni immediatamente tutti i corpi dei nostri caduti è di per sé la prova che l’organizzazione terroristica è ancora in piedi”, ha dichiarato Ben Gvir, ministro della Sicurezza nazionale. Il suo appello a Netanyahu è stato diretto: “Signor Primo Ministro, basta esitazioni. Dia l’ordine!“.

La pressione, tuttavia, non arriva solo dalla coalizione di governo. Anche l’opposizione ha chiesto fermezza. Benny Gantz, leader del partito Blu e Bianco, ha avvertito: “Le violazioni di Hamas non possono perdurare senza una risposta dura, altrimenti non avremmo fatto nulla e saremmo tornati al 6 ottobre”. Una frase che sintetizza la paura di molti israeliani: che i sacrifici della guerra possano essere vanificati da un accordo non rispettato. La restituzione del corpo sbagliato non è visto come un semplice errore, ma come un calcolato atto di provocazione.

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