Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha posto un ultimatum al Cremlino: Vladimir Putin ha tempo fino a lunedì per dimostrare la reale volontà di un vertice bilaterale. Nel frattanto, il cancelliere tedesco Friedrich Merz avverte: la guerra potrebbe durare ancora “molti mesi”. Intanto, Francia e Germania annunciano l’invio di nuovi sistemi di difesa aerea a Kiev.
Zelensky ha concordato con gli alleati di attendere fino all’inizio della prossima settimana per verificare la disponibilità russa a un colloquio ad alto livello. In assenza di segnali positivi da Mosca, il leader ucraino si aspetta una risposta chiara dai partner occidentali. La mossa arriva in un momento cruciale, mentre i ministri della Difesa europei si riuniscono a Copenaghen per coordinare il sostegno militare all’Ucraina.
Dal Cremlino, il portavoce Dmitry Peskov ha ribadito che Putin non esclude un incontro con Zelensky, ma che qualsiasi vertice deve essere “ben preparato” per finalizzare gli sviluppi discussi prima a livello di esperti. Tuttavia, Mosca ammette che al momento non c’è alcun movimento concreto nel processo negoziale, nonostante la Russia si dichiari “interessata e pronta” a trattare.
Nel frattempo, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, parlando a Tolone insieme al presidente francese Emmanuel Macron, ha espresso scetticismo sulla possibilità di una rapida fine del conflitto. “Non ci facciamo illusioni”, ha affermato, avvertendo che la guerra potrebbe protrarsi per molti mesi. Entrambi i leader hanno però assicurato: “Non abbandoneremo l’Ucraina”, annunciando l’imminente fornitura di nuovi sistemi di difesa aerea a Kiev dopo gli ultimi massicci attacchi russi.
Sul tema delle garanzie di sicurezza, intanto, Mosca ha precisato la sua posizione: secondo la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, queste devono essere il risultato dei negoziati e non una condizione preliminare per avviarli. Una presa di posizione che sembra contrastare con le richieste ucraine.
Fonti europee riferiscono inoltre di discussioni in corso tra diplomatici sulla possibile creazione di una zona cuscinetto di 40 chilometri tra Russia e Ucraina nell’ambito di un eventuale accordo di pace. Il piano, che al momento non coinvolge gli Stati Uniti, prevederebbe lo schieramento di un contingente di truppe europee, principalmente britanniche e francesi, per presidiare l’area. Tuttavia, osservatori esterni esprimono scetticismo sull’efficacia dissuasiva di una tale misura.
Intanto, le tensioni diplomatiche salgono ulteriormente: Mosca ha accusato l’Unione Europea di essere “complice delle azioni terroristiche di Kiev” dopo gli attacchi all’oleodotto Druzhba, affermando che Bruxelles ha concesso “carta bianca” per colpire le infrastrutture energetiche russe.