Un blitz di attivisti pro-Palestina ha preso di mira ieri pomeriggio la sede torinese del quotidiano La Stampa. L’azione, avvenuta nel corso di uno sciopero generale che ha portato in piazza circa duemila persone a Torino, si è rapidamente trasformata in un assalto alla redazione.
Un centinaio di manifestanti, riconducibili secondo gli inquirenti alla galassia anarchica, si sono staccati dal corteo principale per dirigersi verso l’edificio di via Ernesto Lugaro. La protesta è iniziata con il lancio di letame contro i cancelli e scritte sui muri, per poi degenerare con l’irruzione forzata in redazione attraverso un ingresso secondario. All’interno, gli attivisti hanno gridato minacciosamente “giornalista terrorista, sei il primo della lista”.
Lo striscione esibito all’ingresso principale, “Free Shahin”, chiarisce il movente della protesta: la solidarietà a Mohamed Shahin, l’iman 47enne della moschea di Torino a cui è stato notificato un provvedimento di espulsione e la cui custodia cautelare è stata appena convalidata dalla Corte d’Appello di Torino. Fortunatamente, al momento del blitz la redazione era vuota, poiché i giornalisti avevano aderito allo sciopero nazionale indetto dalla Fnsi.
Il Comitato di Redazione de La Stampa ha condannato senza mezzi termini l’accaduto, definendolo un “violento attacco al nostro giornale e all’informazione tutta”. Hanno denunciato l’invasione, l’imbrattamento dei muri e il danneggiamento di libri e documenti preziosi per il lavoro quotidiano.
La reazione delle Istituzioni è stata immediata e bipartisan. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha fatto pervenire la sua solidarietà al direttore Andrea Malaguti e a tutta la redazione, esprimendo al contempo la più ferma condanna per la violenta irruzione. Anche la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha telefonato al direttore, definendo l’episodio un “fatto gravissimo” e ribadendo che la libertà di stampa è un “bene prezioso” da tutelare.
Alla condanna si sono uniti i leader di tutti gli schieramenti. La segretaria del Pd Elly Schlein ha parlato di un “atto grave e inaccettabile“, ricordando che ogni sede di giornale è un “presidio di libertà e democrazia“. Il Presidente del Senato Ignazio La Russa e il Presidente della Camera Lorenzo Fontana hanno espresso analoghe condanne e vicinanza ai giornalisti. Anche l’Associazione Stampa Parlamentare ha espresso piena solidarietà, sottolineando che i giornali sono presidi di democrazia e che la libertà di stampa deve essere tutelata con ogni mezzo.
